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Informativa societaria

Documenti e informative

Recependo le indicazioni del Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (D. Lgs. 231/2001) abbiamo adottato un Modello di organizzazione, gestione e controllo.

 

Il D. lgs. 231/2001 ha introdotto nell’ordinamento giuridico un regime di responsabilità amministrativa a carico delle società per reati tassativamente elencati e commessi nel loro interesse o vantaggio da persone fisiche che rivestano funzioni di rappresentanza, amministrazione o direzione, nonché esercitino, anche di fatto, la gestione ed il controllo delle società medesime, ovvero siano sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti sopra indicati.
Lo stesso Decreto, al fine di prevenire i reati sanzionabili e, quindi, di tutelare la società da responsabilità oggettive per illeciti commessi da propri esponenti (c.d. figure apicali), prevede la possibilità di adottare un Modello di organizzazione e controllo, con efficacia esimente.

 

Noi abbiamo pertanto predisposto un nostro Modello, formalizzato in un documento normativo interno e, contestualmente, adottato delle Linee Guida di Condotta, che si propongono di fissare “standard” etici di riferimento e norme comportamentali a cui orientare i processi decisionali aziendali e la condotta della Banca. Tali documenti enunciano, inoltre, l’insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità della Banca rispetto a tutti i soggetti (clienti, fornitori, dipendenti e/o collaboratori) con i quali entra in relazione per il conseguimento del proprio oggetto sociale.
L’esenzione dalla responsabilità amministrativa come disciplinata dall’art. 6 comma 1 D. Lgs. 231/2001 prevede anche l’istituzione di un Organismo di Vigilanza (OdV) della società, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo e che ha il compito di valutare l’applicazione dei principi prestabiliti, l’efficacia delle misure adottate per prevenire la commissione dei reati e garantire una gestione corretta della Banca.

 

L’OdV può essere contattato per qualsiasi segnalazione o chiarimento all’indirizzo di posta elettronica:
bccfelsineaodv@outlook.it

 

L’art. 5-ter, comma 1, del decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (c.d. decreto “Cresci Italia”) al fine di premiare le imprese che dimostrino di rispettare standard elevati di sicurezza e legalità e offrano garanzie di trasparenza e correttezza nell’attività d’impresa, ha introdotto una specifica attestazione denominata rating di legalità, la cui attribuzione rappresenta il presupposto per beneficiare di migliori condizioni di accesso al credito bancario e ai finanziamenti pubblici.

 

Il compito di assegnare il rating di legalità alle imprese che ne facciano richiesta è attribuito all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) che, sulla base delle dichiarazioni rese dalle stesse imprese, attribuirà un punteggio, convenzionalmente misurato in “stellette”, in un range che va da un minimo di una a un massimo di tre stelle. I criteri e le modalità di attribuzione del rating sono compiutamente disciplinati in un apposito regolamento adottato dall’AGCM (Delibera Antitrust del 14 novembre 2012, n. 24075 pubblicata in G. U. del 18 dicembre 2012, n. 294).

 

Del rating attribuito all’impresa, ai sensi del citato art. 5-ter del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, si dovrà tener conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni nonché in sede di accesso al credito bancario; a tal fine il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha adottato un apposito decreto (20 febbraio 2014, n. 57) che stabilisce le modalità in base alle quali le banche tengono conto del rating di legalità in sede di erogazione del credito.

 

In particolare, il rating di legalità influisce sui seguenti aspetti:

  • riduzione dei tempi e dei costi del processo di istruttoria per la concessione di finanziamenti;
  • determinazione delle condizioni economiche di erogazione del credito – ove la presenza del rating di legalità rilevi rispetto all’andamento del rapporto creditizio – ed eventuale revisione delle stesse in sede di monitoraggio del credito.

Inoltre, entro il 30 aprile di ogni anno, le banche sono tenute a trasmettere alla Banca d’Italia una dettagliata relazione sui casi in cui il rating di legalità non ha influito sui tempi e sui costi di istruttoria o sulle condizioni economiche di erogazione, illustrandone anche le ragioni sottostanti.

Per ulteriori informazioni recarsi in filiale.

 

Oggetto e caratteristiche principali del Servizio

Il servizio di trasferimento dei servizi di pagamento del conto di pagamento e/o di trasferimento del saldo disponibile (“Servizio”) è offerto a tutti i clienti consumatori che intendono aprire o che sono titolari di un conto di pagamento presso un Prestatore di Servizi di Pagamento (PSP).

Il cliente consumatore può chiedere il trasferimento da un conto di pagamento originario (“conto originario” intrattenuto presso il “PSP Originario”), ad un altro conto (“nuovo conto” intrattenuto presso il “PSP Nuovo”) di:

  • ordini permanenti di bonifico (SCT – SEPA Credit Transfer) disposti dal conto originario;
  • bonifici ricorrenti (SCT) in entrata sul conto originario;
  • ordini di addebito diretto (SDD – SEPA Direct Debit Core, RID finanziari e a importo fisso, ordini di addebito relativi a rate di mutui e finanziamenti erogati dal PSP originario);
  • saldo disponibile positivo del conto originario.

Il servizio è effettuato senza oneri e spese per il consumatore e si applica a condizione che:

  • il conto originario e il nuovo conto siano nella stessa valuta;
  • il conto originario e il nuovo conto abbiano la medesima intestazione;
  • l’autorizzazione, che consente l’avvio della procedura di perfezionamento del Servizio, sia firmata da tutti gli intestatari del nuovo conto (che coincidono con gli intestatari del conto originario);
  • il conto originario e il nuovo conto siano intrattenuti presso PSP situati nel territorio italiano.

 

Modalità della richiesta

Il consumatore che intenda avvalersi del Servizio deve compilare, sottoscrivere e consegnare al nuovo PSP apposito modulo di richiesta e autorizzazione nel quale andranno indicate le informazioni necessarie per l’avvio della procedura e che dovrà recare:

  • i dati identificativi del richiedente (in caso di cointestazione andranno indicati i dati di tutti gli intestatari che dovranno coincidere con gli intestatari del conto originario);
  • la data di efficacia del trasferimento;
  • gli ordini permanenti di bonifico disposti dal conto originario;
  • i bonifici permanenti in entrata ricevuti sul conto originario che il cliente identifichi come “ricorrenti” (qualora il cliente richiedesse al nuovo PSP di contattare i soggetti ordinanti, dovrà anche fornire tutte le informazioni necessarie perché tale sevizio possa essere reso);
  • gli ordini di addebito diretto dal conto originario;
  • la richiesta di trasferimento del saldo del conto originario;
  • la richiesta di chiusura del conto originario (con trasferimento automatico dell’eventuale saldo positivo sul nuovo conto). In tal caso il cliente dovrà dichiarare di aver annullato e consegnato al PSP nuovo i moduli di assegno rilasciati dal PSP Originario e non utilizzati.. Il cliente dovrà inoltre dichiarare di aver tagliato e consegnato al PSP nuovo specifiche carte dicredito e/o di debito rilasciate dal PSP originario e che quindi chiede di revocare.

Il consumatore può dare indicazione al PSP nuovo di attivare una o più delle funzioni sopra previste, può chiedere il trasferimento di tutti i bonifici/addebiti diretti o solo di parte di essi (cd. trasferimento parziale).

Si precisa che, nel caso in cui il cliente richieda il trasferimento del saldo del conto originario senza l’estinzione dello stesso, il PSP originario regolerà eventuali operazioni a valere sul conto qualora vi siano fondi disponibili sufficienti nel rispetto di quanto previsto nel contratto quadro e che pertanto nessuna responsabilità ricadrà sul PSP originario nel caso in cui non sia possibile
eseguire operazioni sul conto per mancanza di fondi a seguito dell’avvenuto trasferimento del saldo.

 

Tempistiche

La procedura si conclude nel termine massimo di 12 giorni lavorativi o nel diverso termine di efficacia indicato dal richiedente, purché successivo. Tale termine potrebbe subire una dilazione nel caso in cui:

  • il cliente non compili in maniera corretta e completa il modello di autorizzazione predisposto dal PSP Nuovo;
  • venga richiesto il trasferimento dal conto originario di addebiti diretti per i quali sia stata concordata tra cliente e PSP Originario una garanzia pro soluto;
  • ci siano adempimenti pendenti presso il PSP Originario quali, a titolo di esempio, la mancata consegna della documentazione richiesta e/o della materialità/strumentazione in dotazione del cliente, nonché, più in generale, vincoli di tipo giudiziario o la mancata esecuzione da parte dello stesso cliente delle attività strumentali all’estinzione del rapporto, come previste dal PSP Originario nell’ambito del contratto quadro relativo al conto di pagamento.

Relativamente all’operatività sopra descritta, qualunque diverso riferimento contenuto in documenti, anche contrattuali, è da considerarsi superato da tutto quanto sopra riportato.

Si precisa infine che il personale della Filiale presso la quale intrattiene i rapporti resta a disposizione per ogni chiarimento in merito.

La Legge Finanziaria per il 2006 (art. 1, commi 343 e 345, della legge 23 dicembre 2005, n.266) ha stabilito la costituzione di un Fondo per indennizzare i risparmiatori che, investendo sul mercato finanziario, sono rimasti vittime di frodi finanziarie e che hanno sofferto un danno ingiusto non altrimenti risarcito.
Il Fondo verrà alimentato dall’importo dei conti correnti e degli altri rapporti bancari definiti come “dormienti” all’interno del sistema bancario nonché del comparto assicurativo e finanziario.

 

Il D.P.R. 116 del 2007, ha definito “dormienti” i seguenti rapporti di:

  • deposito di somme di denaro, effettuato presso l’intermediario con l’obbligo di rimborso (ad esempio: rapporti di conto corrente, deposito a risparmio nominativo ecc.);
  • deposito di strumenti finanziari in custodia ed amministrazione (ad esempio: deposito titoli);
  • contratto di assicurazione di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (ramo vita), in tutti i casi in cui l’assicuratore si impegna al pagamento di una rendita o di un capitale al beneficiario ad una data prefissata,

in relazione ai quali si siano verificate le seguenti condizioni:

  • non sia stata effettuata alcuna operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati, escluso l’intermediario non specificatamente delegato in forma scritta, per il periodo di tempo di 10 anni decorrenti dalla data di libera disponibilità delle somme e degli strumenti finanziari;
  • il valore dei beni sia superiore a 100,00 euro.

Al verificarsi delle condizioni di “dormienza” la banca invia al titolare del rapporto, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento indirizzata all’ultimo indirizzo comunicato o comunque conosciuto, o a terzi da lui eventualmente delegati, l’invito ad impartire disposizioni entro il termine di 180 giorni dalla data della ricezione, avvisandolo che, decorso tale termine, il rapporto verrà estinto dall’intermediario e le somme ed i valori relativi a ciascun rapporto verranno devoluti al Fondo restando impregiudicate le cause di estinzione dei diritti.


Il rapporto “dormiente” non verrà estinto dall’intermediario se, entro il predetto termine di 180 giorni, verrà effettuata un’operazione o movimentazione ad iniziativa del titolare del rapporto o di terzi da questo delegati, escluso l’intermediario non specificatamente delegato in forma scritta.


Anche i rapporti di deposito al portatore (rappresentati ad esempio da libretti al portatore), il cui saldo sia superiore ad € 100,00 e che non risultano movimentati da oltre 10 anni, sono destinatari della disciplina dei depositi “dormienti”. Nel rispetto degli obblighi di informativa previsti dalla normativa e stante l’impossibilità della banca di individuare i titolari tempo per tempo di tali rapporti, si invitano i titolari stessi a presentare presso gli sportelli della banca, entro 180 giorni dall’affissione dell’elenco allegato al presente avviso, i relativi titoli rappresentativi disponendo l’effettuazione di un’operazione o di una movimentazione. Si fa presente che, in mancanza di disposizioni in merito, decorso il predetto termine, il rapporto verrà estinto e le somme ed i valori relativi al rapporto saranno devoluti al citato Fondo, secondo le modalità previste dal regolamento.

 

Elenchi dei rapporti comunicati al Ministero delle Finanze

Elenchi dei rapporti dormienti estratti

Richiesta di rimborso

Il 1 marzo 2010 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 11 del 27 Gennaio 2010 che recepisce la Direttiva Europea sui Servizi di Pagamento (PSD) il cui obiettivo è quello di armonizzare la disciplina legislativa dei servizi di pagamento nei paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda, Lussemburgo).
In tal modo si intende favorire la creazione di un mercato unico, requisito essenziale per garantire una maggiore trasparenza e aumentare la tutela dei soggetti che utilizzano tali servizi di pagamento.
La normativa si applica ai servizi di pagamento in euro o altra valuta ufficiale di uno Stato membro non appartenente all’area dell’euro o di uno Stato appartenente allo Spazio economico europeo, eseguiti all’interno dei predetti Stati.
Il Decreto Legislativo 11/2010 ha recepito nella normativa nazionale le disposizioni della Direttiva Europea sui Servizi di Pagamenti (PSD – Payment Services Directive).
I primi principali cambiamenti riguardano le modalità di disposizione e ricezione dei bonifici e gli incassi commerciali.

 

30/06/2010 – DIRETTIVA EUROPEA 2007/64/CE SUI SERVIZI DI PAGAMENTO (P.S.D.)

Dal 5 luglio 2010 sono stati sottoposti alle nuove regole gli Incassi Commerciali (RID, Ri.Ba, MAV, RAV, Bollettino bancario Freccia). Non è ancora stata stabilita la data entro la quale saranno introdotte variazioni per i pagamenti relativi alla Pubblica Amministrazione (F23, F24, pensioni…). Di seguito illustriamo le principali novità:

 

Pagamento Ri.Ba.

  • I pagamenti delle Ri.Ba dovranno essere effettuati entro il giorno di scadenza e, a seconda della modalità di pagamento, dovranno:
    1. pervenire in Filiale entro l’orario di chiusura pomeridiana degli sportelli e comunque non oltre le ore 16.00;
    2. in caso di ordini di pagamento superiori a 30 disposizioni il termine è anticipato alle ore 15.00;
    3. essere disposti tramite il servizio Internet Banking entro le ore 13.00 del giorno di scadenza.
  • La valuta di addebito delle Ri.Ba. sarà pari al giorno di esecuzione dell’operazione contabile;
  • Le Ri.Ba. saranno considerate insolute già il giorno successivo alla scadenza e restituite alla Banca del Beneficiario.

Prenotazione Ri.Ba.

Per agevolare la vostra operatività, vi consigliamo di utilizzare la comoda funzionalità messa a disposizione tramite i prodotti BPF Online privati e BPF Online aziende, che vi consentiranno di prenotare comodamente dal vostro pc, il pagamento delle Ri.Ba. fino alle ore 15.00 del giorno di scadenza.

 

RID

  1. I Rid saranno addebitati con data e valuta pari alla loro scadenza.
  2. Come Cliente “consumatore” potrà richiedere lo storno entro 8 settimane successive alla data di pagamento del Rid; fanno eccezione alcune tipologie di Rid (ad esempio Rid ad importo fisso) per i quali non sono previsti termini di stornabilità.
  3. Il termine ultimo di invio degli insoluti per mancanza di fondi e/o per revoca del pagatore del Rid ordinario, sarà il secondo giorno lavorativo successivo alla data di scadenza.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare le seguenti guide pubblicate dall’ABI:
“Bonifici, Carte, RID – 7 novità da conoscere per gestirli al meglio”
“Bonifici e Incassi: cosa cambia per le imprese con la nuova Direttiva sui servizi di pagamento”

 

05/01/2010 – Novità introdotte dalla Direttiva Europea 2007/64/CE sui servizi di pagamento (PSD)

Di seguito elenchiamo le principali novità introdotte dalla normativa europea, rinviando a successive comunicazioni ed al nostro sito internet (sezione BPF Informa) non appena entrata in vigore la normativa italiana:

  • tempi d’esecuzione certi: i bonifici nazionali e i bonifici da e verso i paesi UE avranno tempi certi di esecuzione;
  • abolizione della “antergazione”: non sarà più possibile richiedere l’accredito di importi sul conto di un beneficiario con una data valuta retrodatata rispetto alla data di disposizione dell’ordine;
  • impossibilità di esecuzione di bonifici domestici con valuta fissa beneficiario;
  • abolizione delle vecchie coordinate bancarie: il codice IBAN è già obbligatorio dal 1/1/08 per i bonifici nazionali; non sarà possibile eseguire tali operazioni con le vecchie coordinate bancarie, neanche con l’addebito di una penale aggiuntiva;
  • disponibilità degli importi e data valuta: per gli importi ricevuti da altra banca, la data di disponibilità e la data valuta applicata al conto corrente beneficiario coincideranno sempre con la data in cui è avvenuto l’accredito degli importi sul conto della banca.

La nuova disciplina europea per i servizi di investimento rafforza la tutela degli investitori retail con specifiche misure sui prodotti finanziari, definisce le caratteristiche della consulenza indipendente e affina le regole di valutazione dell’adeguatezza e gli obblighi di comunicazione alla clientela.


Con l’Unione Bancaria è stato avviato un processo di integrazione dei mercati dei capitali (Capital Market Union) in cui è fondamentale l’armonizzazione normativa dei vari paesi membri dell’Unione Europea.


In seguito alla crisi, gli sviluppi del mercato degli intermediari finanziari hanno evidenziato delle carenze in alcuni dei principi cardine della MIFID I.


Un mercato più complesso, caratterizzato dalla crescita degli strumenti finanziari e dei sistemi di trading, ha reso necessaria la definizione di un aggiornamento normativo attraverso l’emanazione della Direttiva - MIFID II e del relativo Regolamento - MIFIR.


La nuova Direttiva infatti, introduce all’interno dei mercati finanziari nuove misure a favore della trasparenza e della stabilità: non solo riprende gli obiettivi dell’originale (MiFID I) ma ne amplifica il campo di azione.

 

Documenti informativi sui principale adempimenti MiFID II e MiFIR

L’ISC è una misura finalizzata a quantificare in modo semplificato i costi del conto corrente offerto ai clienti consumatori.

Questo indicatore viene comunicato:

  • nel Foglio Informativo:
    In questo caso l’ISC rappresenta uno strumento di confronto, in fase di apertura del conto, dei costi delle diverse offerte della Banca e della concorrenza, calcolato sulla base di profili di operatività definiti da banca d’Italia.
    Il numero che esprime l’ISC in nessun caso rappresenta un costo aggiuntivo da sostenere.
  • nel Documento di Sintesi periodico di fine anno:
    In questo caso il Cliente può confrontare il totale delle spese sostenute nell’anno evidenziate nell’Estratto Conto al 31 dicembre con i costi orientativi per i profili di operatività riportati nel riquadro “Quanto costa il conto corrente” del documento di sintesi allegato all’estratto conto.
    Una differenza significativa può voler dire che la tipologia di conto del cliente probabilmente non è la più adatta alle vostre esigenze. In ogni caso potete rivolgervi presso una delle nostre Filiali, o consultare i fogli informativi qui pubblicati, per verificare se ci sono offerte più convenienti.

Scarica il Foglio EXCEL per il calcolo dell’Indicatore Sintetico di Costo

 

Cosa sono i "profili di operatività"?

I profili di operatività sono stati definiti con Provvedimento della Banca d’Italia e rappresentano il risultato di un’indagine statistica effettuata nel 2009 con la collaborazione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana. L’obiettivo di tale studio è stato quello di individuare gli utilizzi più comuni dei prodotti di conto corrente su particolari target di clientela.
Ogni profilo si caratterizza per numero e tipologia di operazioni svolte annualmente, giacenze medie di conto e per la presenza (o meno) di prodotti e/o servizi aggiuntivi (come ad esempio la carta di debito e di credito).
Per i conti correnti con un sistema di tariffazione a forfait (detti anche conti “a pacchetto”) sono stati definiti sei profili di operatività, individuati sulla base di variabili socio-demografiche e intensità di utilizzo dei servizi del conto corrente. In particolare per i conti correnti con un sistema di tariffazione a forfait (così detti “a pacchetto”) sono stati definiti sei profili di operatività, individuati sulla base di variabili socio-demografiche e intensità d’utilizzo dei servizi del conto corrente.

I sei profili sono:

  • Giovani: (164 operazioni annue) si caratterizza per l’utilizzo della carta prepagata, utilizzo dei servizi internet e un basso uso dell’assegno e del servizio di domiciliazione delle utenze;
  • Famiglie Base: con operatività bassa (201 operazioni annue) si contraddistingue per l’assenza della carta di credito, per il possesso di un mutuo e di un finanziamento per acquisti;
  • Famiglie Medie: con operatività media (228 operazioni annue) evidenzia l’utilizzo della carta di credito e il possesso del mutuo;
  • Famiglie Evolute: con operatività elevata (253 operazioni annue) si caratterizza per l’utilizzo della carta di credito, il possesso del mutuo e l’utilizzo dei servizi di investimento;
  • Pensionati Base: con operatività bassa (124 operazioni annue) evidenzia la preponderanza dell’utilizzo del canale sportello rispetto ai canali alternativi;
  • Pensionati Medi: con operatività media (189 operazioni annue) si contraddistingue per l’utilizzo della carta di debito sia in funzione prelievo sia in quella di pagamento e della carta di credito nonché per l’accesso ai servizi di investimento.

Per i conti CORRENTI A CONSUMO (così detti “conti ordinari”) è stato individuato un solo profilo con operatività particolarmente bassa, coerente con l’impostazione del prodotto.

 

Informazioni riportate nei fogli informativi

In ogni Foglio Informativo qui pubblicato è stato simulato un calcolo dell’Indicatore Sintetico di Costo in base alle indicazioni previste dalla Banca d’Italia. Per i conti correnti, se il contratto è destinato unicamente a uno o più profili determinati di clientela, sul foglio informativo il campo relativo ai profili ai quali esso non è destinato riporta la dicitura: “non adatto”. Mentre se quel tipo di proposta non è stata prevista dalla BCC di Castenaso sul foglio informativo nel campo relativo ai profili viene riportata la scritta: “non previsto”.
Per il dettaglio delle caratteristiche e dell’operatività che contraddistingue i profili di utilizzo si veda la tabella riassuntivapredisposta dalla Banca d’Italia.

 

"Come individuare il profilo di operatività"

Per capire qual è il profilo di operatività più simile al proprio è necessario porsi una serie di domande, quali:

  • Apro il conto per esigenze della famiglia o solo per esigenze personali?
  • Desidero operare recandomi allo sportello della banca?
  • Quante operazioni penso di dover effettuare al mese?
  • Ho la necessità di una carta bancomat, carta di credito e/o una carta prepagata?
  • Ho la necessità di domiciliare le bollette?
  • Quanti pagamenti faccio mediamente all’anno tramite assegno? Quanti bonifici?
  • Ho necessità di un deposito amministrato da appoggiare sul conto?
  • Addebiterò sul conto le rate del mutuo o del prestito?

In poche parole, per individuare il “profilo di operatività” più coerente con le proprie esigenze, occorre valutare attentamente:

  • il tipo di operatività che si intende fare
  • la numerosità delle operazioni
  • il canale con cui si vuole operare in prevalenza

Una volta individuato il proprio profilo, l’ISC costituisce l’indicatore di costo sulla base del quale effettuare – anche con l’aiuto del personale della Filiale – la scelta più opportuna del conto corrente più confacente alle proprie esigenze.

 

Riferimenti normativi

Le “Disposizioni sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti” del 29 luglio 2009 prevedono un obbligo in capo alle banche di riportare l’ISC sui Fogli Informativi e nei Documenti di Sintesi periodici dei conti correnti destinati esclusivamente ai clienti consumatori, determinato sulla base dei profili di operatività individuati da Banca d’Italia.


Per maggiori informazioni si può sempre rivolgersi al personale che è a disposizione nelle nostre filiali.

Bilanci

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